Siria, Trump ordina il ritiro delle truppe Usa dalla Siria. Il Pentagono non è d’accordo

La Casa Bianca ha confermato il richiamo di 2.000 soldati. Tuttavia, il Pentagono è contrario, in quanto ritiene che così facendo si andrà a cedere l’influenza sulla Siria a Russia ed Iran. Secondo il Dipartimento della Difesa la lotta all’Isis non è ancora finita.

Donald Trump: “Abbiamo sconfitto l’Isis in Siria”

Gli Usa hanno iniziato a ritirare le loro forze armate dal nord-est della Siria. A confermarlo è stata la Casa Bianca, ma ad anticiparlo erano stati alcuni quotidiani americani. In un tweet del presidente Donald Trump si legge: “Abbiamo sconfitto l’Isis in Siria, per me l’unico motivo di restare lì“. Tuttavia, non ha precisato le tempistiche previste per il ritiro.

Intanto, però, la portavoce della Casa Bianca, Sarah Sanders, ha annunciato in maniera ufficiale l’inizio dell’operazione e ha voluto precisare che “le vittorie sull’Isis in Siria non segnano la fine della coalizione internazionale“.

Tuttavia, il Pentagono si è dimostrato contrario a quanto stabilito dal presidente, in quanto ha il timore che l’influenza americana sul paese mediorientale possa essere surclassata da quella di Russia ed Iran. La portavoce del Pentagono, Diana White, infatti, ha affermato che: “La lotta all’Isis non è finita, anche se la coalizione ha liberato alcuni territori che erano in mano all’organizzazione“.

Il Pentagono si oppone

Secondo quanto riportato dal New York Times, il Dipartimento della Difesa, guidato da Jim Mattis, ha cercato di dissuadere il presidente Trump dal riportare a casa le 2.000 truppe di terra che si trovano in Siria. Il Pentagono, infatti, ritiene che il ritiro della truppe americane dalla Siria comporterà la cessione dell’influenza alla Russia ed all’Iran, ovvero entrambi Paesi con cui l’attuale amministrazione ha rapporti ostili.

Inoltre, i vertici del Dipartimento della Difesa ritengono che abbandonare gli alleati curdi, che ormai da diversi anni operano in Siria insieme agli Stati Uniti, potrebbe minare in futuro la possibilità la fiducia dei combattenti locali. Di fatto, il Pentagono preferirebbe raggiungere un accordo di pace, prima di allontanarsi dalla Siria, in modo da porre fine alla guerra civile che ha portato alla morte di centinaia di migliaia di persone ed allo sfollamento della maggior parte degli individui, ovvero circa 22 milioni.

Il ruolo delle truppe Usa in Siria

Di fatto, la maggior parte dei soldati americani attivi in Siria hanno operato a stretto contatto con un’alleanza di milizie curde ed arabe, le SDF, ovvero le forze democratiche siriane. Tale collaborazione ha portato alla sconfitta dello Stato islamico in Siria. Tuttavia, ha determinato anche ad una serie di attriti con la Turchia, uno dei Paesi della Nato, che vede le forze curde come l’estensione di un gruppo militante che combatte in Turchia.

Inoltre, il ritiro delle truppe americane arriva proprio nel momento in cui Ankara si dice pronta ad una nuova offensiva in Siria. Fino ad oggi, le forze americane in Siria sono state considerate come una sorta di fattore stabilizzante nel Paese mediorientale, e hanno, se non impedito, almeno limitato, le azioni della Turchia contro l’SDF.

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