Indonesia devastata da sisma e tsunami: 1.350 morti e centinaia di feriti

Continua ad aggravarsi il bilancio delle vittime del terremoto di magnitudo 7.5 e dello tsunami, che hanno devastato il 28 settembre scorso l’isola di Sulawesi, in Indonesia. Le immagini scattate nella città di Palu poche ore dopo la tragedia, mostrano alcune vittime in corrispondenza della spiaggia, che sono state travolte dalle onde anomale, che hanno raggiunto, in alcuni casi, anche più di 3 metri di altezza. I cadaveri recuperati sono già 1.350, ma secondo i soccorritori e le forze dell’ordine impegnate nelle ricerche, il numero dei morti è destinato a salire vertiginosamente.

Del resto, finora a poco tempo fa le vittime individuate erano tutte della città di Palu, che contava 350.000 abitanti, dei quali, molti risultano ancora dispersi. Nella capitale provinciale si respira molta preoccupazione anche per i partecipanti di un festival sulla spiaggia, che sono stati travolti dallo tsunami durante il tramonto.

Tuttavia, allarmante è anche l’impossibilità da parte della Protezione Civile di potersi mettere in contatto con la città di Donggala, in quanto è venuta a mancare l’elettricità, impedendo ogni tipo di comunicazione. Gli aiuti sono partiti, ma non si sa se riusciranno ad arrivare a destinazione.

La situazione è drammatica e non sembra poter migliorare nell’immediato. I soccorritori si sono trovati davanti ad una costa completamente devastata dallo tsunami. I feriti ricoverati negli ospedali sono davvero tantissimi e molti, vista la mancanza di spazio, vengono curati all’aperto su lettini improvvisati. I medici fanno sapere che stanno lavorando in condizioni disumane per tenere in vita i pazienti, in quanto, dal momento del disastro, la fornitura di acqua ed elettricità è stata interrotta. Inoltre, mancano tende, coperte, medicinali e aiuto sanitario, in quanto il numero dei feriti tende ad aumentare costantemente. Il centro commerciale della città di Palu è completamente distrutto, ma sono stati rilevati danni anche in corrispondenza dell’aeroporto, dal quale, tuttavia, i voli vengono garantiti.

Venerdì è stata registrata una prima scossa di terremoto di magnitudo 6.1, a nord di Doggala, e, qualche ora dopo, è stata avvertita la scossa di magnitudo 7.5, il cui epicentro è stato individuato a 80 chilometri da Palu e ad una profondità di 10 chilometri. Secondo le ricostruzioni, inizialmente, è scattato l’allarme tsunami, ma dopo poco le autorità avrebbero deciso di farlo rientrare, in quanto tutto sembrava essere tornato alla norma. Tuttavia, poco dopo l’onda anomala, alta circa 3 metri, si è abbattuta su Palu e Doggala, lasciando morte e distruzione.

Tra le vittime di questa tragedia, che ha piegato, ancora una volta, l’Indonesia, si ritrova anche un giovane controllore di volo, appena 21enne, che è morto per salvare un aereo. Infatti, il ragazzo, nonostante l’evidente pericolo, ha deciso di rimanere nella torre di controllo dell’aeroporto di Palu, per garantire il decollo di un jet della Baltik Air, al quale stava fornendo istruzioni. Secondo quanto riportato dal Jakarta Post, il ragazzo, una volta favorita la partenza dell’aereo, che è scampato al disastro, avendo intuito che la torre stava crollando, è saltato dal quarto piano, nella speranza di salvarsi, ma è deceduto in ospedale per le ferite ed i traumi riportati.

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