Filippo Magnini condannato a 4 anni di squalifica per doping

Filippo Magnini è stato squalificato per 4 anni dalle competizioni agonistiche per doping. Tale decisione è stata presa dal tribunale antidoping di Nado Italia. L’ex campione azzurro era stato mandato a processo per uso e tentato uso di sostanze dopanti. L’accusa aveva chiesto ben 8 anni di stop.

Una carriera ricca di successi

Quella di Filippo Magnini è una carriera costellata di successi. Nel 2005 il giovane ragazzo di Pesaro ha conquistato l’ambito titolo di campione del mondo nei 100 stile libero, mentre l’anno successivo ha vinto il titolo europeo, sempre nei 100 stile libero, a Budapest, confermandosi un vero e proprio specialista nella distanza.

Nel 2007, ha ottenuto per la seconda volta il titolo mondiale, a Melbourne, un’impresa che era riuscita, fino a quel momento, solo a due grandi nuotatori, che hanno fatto la storia, ovvero il russo Popov e l’americano Biondi. Tuttavia, nello stesso anno Filippo ha conquistato anche il suo quarto titolo agli europei sui 200 stile libero.

Ai Mondiali che si sono tenuti a Roma nel 2009, per soli 6 centesimi non è riuscito a conquistare l’ingresso in finale, ma ha stabilito comunque il primato italiano dei 100 stile.

É ritornato vincitore nel 2012, in occasione dei Campionati europei di Debrecen, aggiudicandosi così il suo terzo titolo europeo. In più, ha ottenuto anche la medaglia d’oro nella staffetta 4×100 mista, la prima nella storia dei Campionati europei.

Nel 2012 ha partecipato anche alle Olimpiadi Londra, ma senza ottenere buoni risultati. Tuttavia, sono seguite altre vittorie, fino al ritiro che è avvenuto nel 2017.

Magnini arrabbiato per il verdetto

Magnini non ha voluto nascondere la propria rabbia per la sentenza emessa dal tribunale italiano antidoping. E, infatti, ha affermato: “É una sentenza che era già scritta e per questo sono incazzato nero. il procuratore Laviani mi ha detto a processo sbattendo i pugni sul tavolo: ‘Basta, ormai è una questione personale’. Parliamo di un accanimento, di una forzatura. Non ci sono prove, anzi le prove dimostrano il contrario. Faremo sicuramente ricorso“. Dalle parole del giovane sportivo si capisce tutta la sua frustrazione per la vicenda ed il desiderio di voler dimostrare la propria innocenza.

Magnini si è interrogato spesso sul perché ciò sia accaduto. Secondo lui potrebbe essere stato il suo movimento “I’m doping free” che ha dato fastidio a qualcuno e che lui fosse solo una pedina per dare fastidio a qualcuno di più importante. L’ex campione, inoltre, ha tenuto a precisare che ci sono dei punti saldi, ovvero che lui e Santucci non si sono mai dopati, come hanno dimostrato i vari controlli eseguiti nel tempo. In più, è risultato che i due non hanno mai chiesto e nemmeno pagato sostanze dopanti.

A pesare su Filippo sono state le assidue frequentazioni con il medico nutrizionista Guido Porcellini, già condannato a 30 anni di inibizione nel processo sportivo. “Forse è tutto uno schema, anche se mi domando il motivo. Non è un pregiudizio, ma una persecuzione. Sono incazzato nero perché io oggi ero sicuro al 100% che qualcosa ci avrebbero dato”, con queste parole Magnini ha voluto ribattere alla dura sentenza che gli è stata inflitta.

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