Egitto, una bomba colpisce un pullman turistico presso le Piramidi di Giza: 4 morti e numerosi feriti

In Egitto, presso le Piramidi di Giza, una bomba è esplosa al passaggio di un pullman turistico. La deflagrazione ha causato la morte di 4 persone e numerosi feriti. Il ministero dell’Interno egiziano ha fatto sapere che il bus è stato travolto dall’esplosione, causata da un ordigno artigianale poco dopo le 18.00 (ora locale), mentre stava passando in via Marioutiyah, che si trova presso il quartiere di Haram a Giza. Secondo fonti mediche accreditate, i feriti non sarebbero in pericolo di vita. I media locali hanno fatto sapere che il premier Mostafa Madbouly si è recato presso l’ospedale El-Haram di Giza, per verificare di persona le condizioni dei feriti.

L’Egitto e gli attacchi terroristici

La terra dei Faraoni si trova a combattere ormai da anni contro organizzazioni estremiste islamiche attive nel Sinai, che causano attacchi ed attentati con una certa frequenza. Tali gruppi terroristici, in qualche occasione, hanno colpito anche il resto del paese, in particolar modo esponenti  della minoranza cristiana copta, ma anche turisti e soprattutto pellegrini intenti a recarsi presso gli antichi monasteri del Sinai.

Tuttavia, era da circa due anni che non venivano presi di mira turisti stranieri. Di fatto, il turismo egiziano, che è stato duramente colpito dal 2011, a causa di sommosse politiche violente ed attacchi terroristici, si sta pian piano riprendendo. Probabilmente, quest’ultimo episodio porterà ad intensificare le misure di sicurezza, soprattutto attorno ai luoghi simbolo del paese, come il museo del Cairo, le Piramidi ed i resort sparsi presso il Mar Rosso, ma anche in corrispondenza delle chiese cristiane, in cui si ritrova la comunità copta.

Un anno fa il doppio attacco alle chiese copte di Tanta ed Alessandria

Tra i vari attacchi che sono stati attuati dagli estremisti islamici nel territorio egiziano, si possono ricordare quelli contro i cristiani ed in particolar modo il doppio attacco alle chiese copte di Alessandria d’Egitto e Tanta, il 9 aprile 2017, il giorno della domenica delle palme.

Tali azioni terroristiche sono state rivendicate dall’Isis e hanno provocato nel complesso 44 morti ed oltre 100 feriti. In tale occasione, infatti, i terroristi decisero di colpire la chiesa di San Giorgio a Tanta, attraverso l’azione di un kamikaze, che si fece esplodere, e la cattedrale di San Marco ad Alessandria, dove un attentatore si fece saltare in aria, al termine della messa officiata dal papa copto Tawadros II.

Il bilancio delle vittime è stato pesante, ma avrebbe potuto essere più elevato, se due ordigni non fossero stati individuati e disinnescati. Di fatto, dopo tali attentati, che hanno causato morte e distruzione, il presidente Abdel Fatteh Al Sisi ha dichiarato lo stato di emergenza, che è durato 3 mesi.

L’indignazione delle autorità politiche egiziane

L’attacco al pullman turistico è stato deplorato non solo dal governo egiziano, ma anche da altre autorità politiche. Tuttavia, ha condannare tale gesto è stato anche il Gran Mufti’ Shawki Allam, che ha definito “traditori” coloro che lo hanno attuato.

La speranza è che tali gruppi estremisti che operano ancora in Egitto vengano fermati e che tale paese possa tornare agli antichi splendori ed a mostrare le sue meraviglie.

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