Da blog Avvocato Iacopo Maria Pitorri Roma approfondimento su reddito di cittadinanza

Riceviamo e pubblichiamo dal blog dell’Avvocato Iacopo Maria Pitorri di Roma un interessante approfondimento sul monito all’Italia sul reddito di cittadinanza che, ricordiamo, può essere richiesto anche dai cittadini immigrati (credits: Avv. Pitorri Roma). Ad un anno dall’entrata in vigore del reddito di cittadinanza arriva il monito deciso del Fondo Monetario Internazionale (FMI). Pur riconoscendo l’intento dell’Italia di essere di sostegno alle categorie più deboli e vulnerabili, nel suo rapporto annuale sul nostro paese, il FMI definisce il sussidio un “beneficio ben al di sopra dei parametri di riferimento internazionali”.

Ed il richiamo del Fondo Monetario non si arresta qui. Sempre dal rapporto annuale, si evincono tutti i limiti che, secondo il FMI, caratterizzano il reddito di cittadinanza. Infatti, leggiamo nel blog dell’Avvocato Iacopo Maria Pitorri Roma, tende a diminuire con l’incremento dei componenti all’interno di una famiglia, danneggiando così i contesti familiari più disagiati ed indigenti. Infatti, l’assegno apporta i migliori benefici ai single o alle famiglia costituite da pochi membri.

Poi, qualora il beneficiario accolga una proposta di lavoro, il sussidio viene automaticamente cancellato, anche se la proposta professionale accettata verrà retribuita con un compenso mensile esiguo. Infatti, il FMI, non boccia l’iniziativa, ma gli effetti sortiti. Un buon sostegno pensato per le categorie più disagiate e vulnerabili dovrebbe porsi sulla scia delle pratiche che caratterizzano le politiche internazionali. Pertanto, non dovrebbero generare circoli viziosi di autentiche dipendenze di tipo assistenzialistiche. Il Fondo Monetario ritiene che il reddito sia troppo elevato e, soprattutto, non incoraggi i beneficiari alla ricerca di un  nuovo lavoro. Ad oggi, intanto, 1,04 milioni di fruitori si giovano del sussidio per una cifra pari ai 2,5 milioni di soggetti interessati nelle loro famiglie.

E, se da un lato, l’assegnazione del beneficio ha rispettato i tempi annunciati, altrettanto non si può dire per la realizzazione del secondo step. Infatti, si registra una percentuale ancora troppo bassa di soggetti che ha rinunciato al reddito perché hanno trovato stabile occupazione. 493 euro è l’ammontare medio del reddito di cittadinanza destinato ad ogni nucleo familiare, mentre sono 730000 le persone sottoposte all’obbligo di attivazione. Al monito del FMI, risponde il Presidente dell’INAIL Pasquale Tridico. Quest’ultimo, infatti, afferma che non si può dichiarare la débacle del reddito di cittadinanza, poiché la causa del mancato decollo della fase due è rintracciabile unicamente nel mancato ed effettivo funzionamento delle politiche attive per il lavoro.

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