Trappeto, arriva il divieto di giocare a calcio balilla nel “paese delle multe”

Giuseppe, 12 anni, è un fanatico del calcio balilla o – come lo chiama lui – del bigliardino in cui ogni giorno si perde in intense partite all’ultimo sangue coi suoi coetanei nelle assolate giornate di fronte al lungomare di Trappeto. Giuseppe, 12 anni, mi chiede esattamente cosa significa “ordinanza di divieto”, dunque cerco di assolvere alla sua curiosità con parole semplici spiegando che è una “legge” voluta dalle autorità locali che impedisce una determinata attività pena una multa, ma Giuseppe è tipo sveglio e mi chiede “E possono fare le multe anche a chi gioca?”, una domanda inaspettata che mi porta a fare una veloce ricerca in rete, dunque gli rispondo che si, a Vicenza, per esempio, è vietato giocare a pallone nel parco ed i bambini rischiano multe fino a 600 euro.

Ma Giuseppe, 12 anni, che del bigliardino ha fatto il suo “lavoro” estivo, ribatte che infondo non ce niente di male a fingersi Messi o Ronaldo davanti ad un tavolo con delle stecche roteanti: “Mica è un centro scommesse! Una partita costa 50 centesimi, mica facciamo come quelli che spendono 200 euro nelle macchinette!” – sentendomi in diritto di adempiere al ruolo di educatore riprendo il giovine: “Giuseppe! Ma il divieto è perché fate casino, non potrete giocare dalle 13.30 alle 16.30 e dopo le 22.30 dal lunedì al giovedì e stop alle 24 nel fine settimana! Stando attendi, però, a non far troppo baccano durante gli orari in cui vi è concesso steccare e rullare!”, “Ma Già! Rullare non vale, lo sanno tutti, hai mai giocato a bigliardino?” – mi riprende Giuseppe!

“Si, anche io ci giocavo, ma tanto tempo fa, roba che tu non eri nemmeno nato!”, incalzante arriva un’altra domanda: “E com’era, anche quand’eri piccolo tu si poteva giocare in determinati orari e ti facevan la multa se trasgredivi? TI hanno mai multato, e dove trovati i soldi per pagare visto che non lavoravi?”, Giuseppe, 12 anni, fantasia ed ingenuità potrebbe venderne a quintali agli angoli delle strade, arricchendosi in un battibaleno, “No, non mi hanno mai multato e non multeranno neanche te! Le sanzioni amministrative – così si chiamano – sono a carico dei proprietari delle attività commerciali che vi permettono di giocare a biliardino, voi siete solo i colpevoli!” – “E da quando il gioco è diventata una colpa, Gianluca! Parli come un vecchio, eppure fino a l’altro ieri giocavamo insieme a palla e mi insegnavi a parare i calci di rigore, hai già dimenticato?”.

Pur volendo non riesco a rispondere all’ultima domanda di Giuseppe conscio – da un lato – del diritto al sonno dei trappetesi ma altresì consapevole di aver per davvero fatto da allenatore di strada fino a sera tarda, scavando dentro i rudimenti arcaici del mio calcio a quel ragazzino così pieno di vita e di domande.

Giuseppe, 12 anni, riesce a tirar fuori la schiettezza di una vita senza orpelli, con estrema semplicità riconduce il mio tempo al suo, portandomi a riflettere su come il luogo dove vivo sia diventato improvvisamente un paese senza vita.

Potrebbe piacerti anche Altri di autore