Trappeto. Anarchia al cimitero tra sprechi, inefficienza e mercato dei loculi

Nel luogo di morte in cui dovrebbero regnare pace, tranquillità e contemplazione dei propri cari, a Trappeto il mistero e gli inghippi comportamentali non fanno a meno di colpire la gestione del cimitero. La struttura costruita agli inizi degli anni ’40, è diventata da tempo teatro di discussioni, luogo di negoziazioni e di vera compravendita dei loculi.

Già, volendo usare un eufemismo, sull’affare delle nicchie gira un vero e proprio mercato con tanto di leggi non scritte e consuetudini commerciali di dubbia morale; non manca nemmeno il preziario degli alloggi cimiteriali: tal volta in salto, talvolta a prezzo maggiorato. Di conseguenza non ci si può sottrarre dal chiedersi in quale “luogo” vada a finire questo giro di denaro, poiché anche le tombe monumentali o il sepolcro più anonimo riescono a capire che nel cimitero di Trappeto manca una vera e sana conduzione. Non si può non considerare la grave mancanza di un registro anagrafico dei defunti, la cui assenza ci fa avventurare in un vero e proprio giro turistico.

Non mancano i cosiddetti mausolei, già perché nello spazio riservato alle sepolture a terra, poiché non soggetta a controlli di vario genere, si abbonda con l’area che dovrebbe occupare ogni singola salma dando vita a lapidi monumentali in stile napoleonico, sottraendo terreno che potrebbe essere riutilizzato nella sepoltura di altre salme.

La macchina dello spreco non termina quì, in quanto talvolta si assiste alla messa all’asta di loculi ai villeggianti con residenza palermitana che preferiscono comprare un loculo a prezzo nettamente inferiore nel cimitero di Trappeto. Allo stato attuale delle cose il cimitero è un centro commerciale, un luogo dove ci si potrebbe sbizzarrire e assistere ad uno scenario di anarchia totale in cui una “mafiosità” velata governa persino il riposo dei nostri cari, uno scenario che forse potrebbe incarnarne il marcio della politica economica il cui malaffare si estende persino in luoghi del genere. L’auspicio è quello ci possa essere un margine di riflessione tra i “Sepolcri” di Foscolo e il centro commerciale del cimitero di Trappeto.

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